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lunedì, ottobre 28, 2013

Vi racconto l' anno scolastico americano con la mia sorella italiana

Ho ritrovato e mi piace molto una vecchia intervista realizzata diversi anni fa con l'amica e sorella del cuore di una ragazza che anni fa viveva a Morena.

Sabina Bello nel 2005-2006 17enne andò in Illinois, USA, da Morena, per un anno di studi.

Ottimi voti scolastici, Sabina aveva già sentito di esperienze del genere e decise di tentare. Venne scelta e ricordiamo ancora la sua eccitazione e la sua (anche) preoccupazione per quello che avrebbe vissuto.

 Non è mai una passeggiata per un'adolescente che lascia l'Italia inserirsi in un nuovo contesto. Altra cultura e stile di vita,  altra lingua, cibo, tradizioni. L'adattabilità è indispensabile.
Chi accoglie e chi decide di tentare l'avventura deve sempre capire che avere opinioni di larghe vedute può solo che aiutare.

 I programmi di Intercultura, l'associazione con cui Sabina ha spiccato il volo  sono tali per cui se uno studente vive in una piccola frazione sperduta non verrà mai imbottigliato in una metropoli come New York, Chicago o Los Angeles ma in un piccolo centro e con famiglie che nel bene o nel male saranno simili a quelle di appartenenza.

 È un interscambio intenso, prezioso e soprattutto un'esperienza che dura una vita intera, perché i rapporti allacciati ben difficilmente verranno dimenticati dai protagonisti della storia. 

La quotidianità, l'amore e l'amicizia che sbocceranno non saranno superficiali. Il ragazzo e/o la ragazza vivrà per un anno intero a casa di una famiglia condividendo tutto. Idee, sogni, speranze, aspirazioni, pensieri,situazioni pratiche, cucina, uscite con gli amici,  momenti felici e meno felici, scuola, reponsabilità. Insomma, in una parola: la vita.


Sabina, ce lo ricordiamo ancora come fosse ieri, era molto eccitata dall'idea di lasciare l'Italia e il training di Intercultura era stato alquanto serio.

"Ci hanno spiegato come comportarci e cosa possiamo aspettarci". Ci aveva comunicato dove sarebbe andata a abitare:  "Bellflower, Illinois, un paesino di  poche centinaia d'anime e a scuola andrò a Farmer City". Ci mostrò la scheda della famiglia Cicirello: "Guarda Anna, devono essere italiani dal cognome. Lui è elettricista, la moglie casalinga e poi c'è Ashley la loro unica figlia- Ha la mia stessa età". Una famiglia che ci era parsa da subito accogliente e calda. Ma certo, chissà....


Sabina scrisse solo una volta dalla sua partenza. 

Articolo pubblicato nel numero del 6 ottobre 2005 di Gubbio7
Al suo ritorno un turbinìo di emozioni.

Il distacco dev'essere stato devastante dopo un anno con una famiglia a cui ti affezioni per forza  e che ti ha trattato come una figlia. Dirgli addio, per niente semplice. O un arrivederci, ben sapendo che gli Stati Uniti non sono appena dietro l'angolo.

Possiamo forse solo immaginare che cosa possa aver significato per una ragazzina figlia unica come Ashley dover tornare a perdere una sorella che le era piovuta dal cielo con Intercultura e con cui durante quell'anno aveva condiviso gioie, speranze, con cui era andata a scuola e ormai faceva parte integrante della sua vita.

Ashley non la lasciò tornare da sola. Volò in Italia anche lei a riaccompagnare la sua sorella Sabina. Voleva conoscere il suo mondo. Non aveva mai visitato il Bel Paese. In parte fu una grande emozione

Ashley era e è un tipo concreto. Ce lo disse a chiare lettere quando la intervistammo. "Non ho intenzione terminate le superiori, di continuare a studiare".

Infatti andò proprio così'. Ashley ha conosciuto un ragazzo,  si è sposata e ha già due figli. La prima si chiama Sylvia. C'è una ragione. Il babbo di Sabina si chiama Silvio. Questo, a tornare a cementare un'amicizia fraterna che le ragazze sanno durerà tutta la vita sebbene potrà snodarsi in percorsi differenti e in angoli del mondo distanti. Ogni giorno però queste ragazze non potranno per un attimo non pensarsi e non chiedersi come starà l'altra e che cosa starà facendo in quel momento mentre glia ffanni della vita continuano.

Quel che conta però è l'amore che rende, nonostante i chilometri di separazione le une dalla altre, le ragazze vicinissime.



Insomma, ora godetevi ques'intervista.



Ha un sorriso solare, un viso sereno e proteso verso gli altri. La pelle olivastra tradisce  origini italiane. Ashley Cicirello, 17 anni, dall’Illinois ha riaccompagnato l’amica Sabina Bello, dopo un anno di studi trascorso negli Stati Uniti. Ci racconta com'è andato il soggiorno di Sabina.

“Sì, le mie origini sono sicule e campane. Non avevamo mai messo piede in Italia, da quando i miei bisnonni erano partiti alla volta degli Stati Uniti e ero curiosa di conoscere il vostro Paese. Vivo a Bellflower, nello Stato dell’Illinois e sono figlia unica".

Ci parli dell'accoglienza data a Sabina?

"Questa per noi è stata la prima accoglienza internazionale. Avevamo pensato di accogliere uno studente estero, lo scorso aprile. Abbiamo scelto Sabina perché ama la natura, gli animali, suona la chitarra; poteva essere informale se necessario, e poi perché  volevo qualcuno dall’Italia, date le nostre origini, per parte d’entrambi i genitori".

Che ricordi hai dell'arrivo di Sabina a casa tua la prima volta?

"Mi ricordo che quando mise piede per la prima volta dentro casa ci apparve calma, un po’ strana, ci chiese quale fosse il numero d'emergenza, il 911. Inoltre,  tentava d’essere molto cortese".

Ashley capisce che l'amicizia con Sabina sarà duratura.


"Con Sabina abbiamo subito stabilito una gran connessione".

Una loro giornata-tipo.

"Sveglia alle 6:30 del mattino. Non avevamo troppo tempo per parlare. In genere ci ritrovavamo dopo la scuola, a pranzo. Poi avevamo il teatro; nel week-end uscivamo con gli amici. Siamo diventate come sorelle e sarà molto dura dirsi addio. Bellflower, sorride Ashley mentre racconta, si può dire che è un centro più piccolo di Morena, quassù dove vivete voi. Duecento persone in tutto. A scuola andavamo a Farmercity, una cittadina vicina. La scuola conta circa 200 studenti, ed è stato facile per Sabina inserirsi".

Il compleanno di Sabina



"Abbiamo festeggiato il 28 dicembre il suo compleanno affittando l’ex scuola elementare del paesino. Avevamo invitato tante persone, ma la neve ha impedito a molti di  partecipare alla festa. Eravamo in tutto quindici e ci siamo divertite molto. Sabina ha ricevuto per l’occasione un poster di Kurt Cobain, collane, make-up, abiti".


Vi è successo qualcosa di particolare?




"Abbiamo molti aneddoti che ci legano. Un giorno di dicembre, stavo guidando con il mio pick up, che ho chiamato Grace, rosso fiammante e color argento, ed abbiamo avuto un incidente a causa della neve, per fortuna senza gravi danni per nessuno.  Il mio primo pensiero in quel frangente è stato quello di salvare Sabina. Ho visto un angelo sa? Ci ha salvato".

Che cosa apprezzi di Sabina?

"Posso dire che abbiamo apprezzato la sua apertura mentale. E’ una ragazza che ha idee precise e le afferma con decisione. Con papà parlava molto di politica. Credo che degli Stati Uniti le piacciano le persone, ma non il Paese in sé. Era un po’ disordinata dentro casa, anche se è vero che non pulivamo ogni cinque secondi. Amava la cucina, mentre, per quel che mi riguarda, amo cucinare mentre sto cucinando, ma certo non è una faccenda che mi fa impazzire. Abbiamo discusso tanto, anche, su tutto.  Sabina è stata seguita da tutti gli insegnanti e credo che solo con quello di matematica abbia incontrato dei problemi, mentre eccelleva più di me in inglese. Le mancava la famiglia; sentiva la mancanza del suo ragazzo.  Amava navigare in internet".


Chi è la famiglia Cicirello?

"Sabina ha abitato con una famiglia che adora la natura. Amiamo campeggiare, andare a pesca in barca e prima di ogni cosa  amiamo la nostra famiglia. Per noi la famiglia è la prima priorità".

Anna Maria Polidori